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Archivio normativo › Obblighi periodici

D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495

Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

Il regolamento che dà attuazione al codice. Contiene le disposizioni di dettaglio sulla revisione dei veicoli, sulle modalità di effettuazione e sulla documentazione, a cui rinviano sia il codice sia i decreti ministeriali successivi.

Che cosa dice

I punti che contano, letti dal testo dell'atto. Per il resto, e per quello che farà la differenza in un caso concreto, va letto l'atto.

  • L'articolo 239 stabilisce chi può ottenere la concessione: imprese di autoriparazione che svolgono l'attività in proprio — con una concessione distinta per ciascuna sede operativa — oppure consorzi e società consortili costituiti fra imprese di autoriparazione.
  • I locali dell'impresa devono avere officina di almeno 120 m², larghezza lato ingresso di almeno 6 m e ingresso di almeno 2,50 m di larghezza per 3,50 m di altezza. Per le officine dei consorzi i minimi scendono a 80 m² e 4 m di larghezza; per chi revisiona solo motocicli e ciclomotori a due ruote valgono 80 m², 4 m di larghezza e ingresso di almeno 2 per 2,5 m.
  • Serve inoltre l'iscrizione nel registro delle imprese di autoriparazione, un'adeguata capacità finanziaria attestata da una banca o da una società finanziaria, e la sede in una delle province per cui il Ministero si è avvalso della facoltà dell'articolo 80, comma 8.
  • L'articolo 240 elenca i requisiti personali e professionali del titolare o del responsabile tecnico: maggiore età, assenza di misure di prevenzione, di interdizione, inabilitazione o fallimento, assenza di condanne per delitti anche colposi, cittadinanza italiana o di uno Stato UE (o di uno Stato con condizione di reciprocità), diploma di perito industriale, geometra o maturità scientifica oppure laurea in ingegneria, e il superamento di un corso di formazione.
  • Sempre l'articolo 240, comma 2, impone al responsabile tecnico di lavorare in maniera continuativa presso una sola sede o un solo consorzio, di presenziare e certificare personalmente tutte le fasi delle operazioni di cui risponde, e ammette la sostituzione per assenza o impedimento per non più di trenta giorni l'anno.
  • L'articolo 241 rinvia all'appendice X per attrezzature e strumentazioni, che vanno approvate od omologate nel tipo dal Ministero, e al comma 3 attribuisce alla Direzione generale per la motorizzazione il potere di aggiornare la normativa tecnica col progredire della tecnologia: è la base su cui poggiano tutti i decreti dirigenziali sulle attrezzature.

In breve

Tipo di attoDecreto del Presidente della Repubblica
EstremiD.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495
Data16 dicembre 1992
ArgomentoObblighi periodici
Tag Procedure di controlloAutorizzazione
Fonte Normattiva
Stato In vigore, per quanto risulta dalla fonte

I file sono quelli pubblicati dalla fonte ufficiale e stanno sui suoi server: non ne teniamo copia, così quello che scaricate è sempre la versione buona. La sintesi serve a capire se l'atto vi riguarda, non a sostituirlo.

Da leggere insieme a questo

Atti dello stesso argomento o che portano gli stessi tag. Quasi sempre una norma non si capisce da sola.

D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285

Nuovo codice della strada

La norma di rango primario da cui discende tutto il resto. L'articolo 79 impone che i veicoli siano tenuti in condizioni di massima efficienza; l'articolo 80 disciplina la revisione, affida al Ministero la definizione dei criteri e prevede che le operazioni possano essere svolte da imprese private autorizzate. Le sanzioni per la circolazione senza revisione stanno nello stesso articolo 80.

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